Cittanova
Le parole sono vive,
attraversano le geografie, il tempo, le storie.
Le parole sono come ponti, o come certi incontri che dici belli perché fanno bella la vita.
Di precise parole si vive.
E benedette siano tutte quelle parole che non tornano al cielo senza avere prima irrigato
la terra.
Qui a Cittanova, Amore è la parola che doniamo alla comunità.
È una parola di colore rosso,
intensa come il sangue che si dona,
infinita come lo sguardo del cuore.
È una parola rossa come la passione,
come il fuoco che accende, illumina e dà calore.
Rossa perché l’amore unisce, si evolve, si trasforma,
si rigenera e genera la vita.
Pensa a come sarebbe, invece, la vita senza Amore.
Sarebbe una guerra infinita, senza ragione,
uno scannarsi gli uni con gli altri senza fine.
Uno scenario distopico: senza persone, senza umanità.
Come nel libro 1984.
La vita senza Amore avrebbe il volto, in bianco e nero, di un bambino triste,
dentro un paesaggio verde che diventa desolato e sterile.
Sarebbe una vita impazzita di tristezza e di dolore.
Impossibile. Cancellata. Inutile.
Non ci sarebbe vita senza amore.
E se l’Amore fosse un luogo?
Qui a Cittanova sarebbe la ringhiera del Pozzo,
perché da lì puoi immergerti nella natura e nei tuoi pensieri.
Oppure la Villa Comunale, che è memoria e cuore del paese.
Sarebbe il Torrente Vacale, luogo di felicità e spensieratezza
dove, un tempo, le donne del paese si incontravano, lavavano i panni, mangiavano insieme.
O magari la strada verso lo Zomaro, ricca di meraviglia, vegetazione e incanto
e dove ho conosciuto l’amore.
E ancora, se l’Amore fosse un luogo, potrebbe essere in cima al Monte Cucudo, accanto al grande crocifisso:
da lì puoi abbracciare con lo sguardo tutta la Piana e sentire Dio, anche se non sei credente.
E lo trovi in un cinema, in una scuola, in una chiesa, in una strada,
in ogni posto dove si possono stringere rapporti e coltivare legami,
nei tanti posti in cui ti senti accolto e a casa, perché lì c’è l’Amore.
Di precise parole si vive.
E io vivo l’Amore quando decido di esserci,
di aiutare un amico in difficoltà,
di farmi e fare coraggio.
Quando do valore a ogni persona
e quando do il meglio di me,
quando vado avanti anche se sono stanca,
quando rispondo al male con il bene,
quando anziché una cattiveria dico una gentilezza,
quando vivo con gioia, senza paura,
e quando riesco ad amare anche chi non mi ama.
Io vivo la parola Amore
quando mangio la pasta immaginaria del mio nipotino e gli dico che è buona!
Quando lascio l’ultima fetta di pizza a mio fratello,
quando poso il telefono per vivere appieno i momenti
e quando presto attenzione alle piccole cose.
Io l’Amore lo vivo in un abbraccio, in un sorriso, in una carezza,
e nella tenerezza di un bacio della buonanotte.
La parola Amore è come una scatola magica.
Dentro c’è una casa in campagna piena di animali,
il pranzo della domenica in famiglia,
le serate con gli amici
e una merenda in più da condividere.
C’è un desiderio,
e c’è un sogno che si realizza dopo tanta fatica e tanto impegno.
C’è la fratellanza tra le persone e tra i popoli
e c’è la luminosa serenità della pace.
Dentro la scatola dell’Amore ci sono
affetto, fiducia e pazienza.
C’è il rispetto per le persone e per l’universo.
Ci sono la misericordia e il perdono,
la capacità di donarsi oltre le proprie forze,
e di amare per tutta la vita, nel bene e nel male.
Dentro la scatola dell’Amore c’è perfino il mare.
E c’è una risata,
tra petali di rose e ali di libertà.
Per la lettura scenica grazie a:
Aldo Marzico, Alessandra Politanò, Ignazio Polimeni, Maria Martino, Patrizia Iamundo, Simona Caruso (voci)
Benedetta Macrì, Marta Politanò, Mattia Politanò (gesti)
Lorenzo Politanò (musica)
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