Polistena

Civiltà

È la parola che doniamo alla comunità. È una parola verde come la nostra terra vista da vicino, dove risiedono le nostre radici e alla quale apparteniamo

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Le parole sono vive,

attraversano le geografie, il tempo, le storie.

 

Le parole sono come ponti, o come certi incontri che dici belli perché fanno bella la vita.

 

Di precise parole si vive.

E benedette siano tutte quelle parole che non tornano al cielo senza avere prima irrigato
la terra.

 

Qui a Polistena, Civiltà è la parola che doniamo alla comunità.

 

È una parola verde come la nostra terra vista da vicino,
dove risiedono le nostre radici e alla quale apparteniamo.

 

Verde come la speranza che la civiltà possa crescere all’infinito,
come gli alberi che si espandono nell’immenso abbraccio blu dell’orizzonte,
un tutt’uno con l’universo.

 

Pensa a come sarebbe, invece, la vita senza Civiltà.

 

Sarebbe come tornare indietro, ai tempi del cannibalismo.

Sarebbe caos, autodistruzione,
un terremoto, un’eruzione vulcanica, un evento catastrofico.
Sarebbe come una stanza asfissiante e buia,
una terra senz’acqua.

E se la Civiltà fosse un luogo?

 

Sarebbe il palazzo comunale,
che oltre ogni tempo, ogni partito, ogni personalismo,
resta e resterà sempre la casa dei cittadini.

Oppure Polistena vecchia, scrigno della nostra memoria collettiva.
O il Museo della civiltà contadina,
che custodisce il patrimonio che i nostri antenati ci hanno tramandato.

 

Se la Civiltà fosse un luogo potrebbe anche essere una Piazza!
Piazza del Popolo,
dove il monumento ai caduti ricorda il sacrificio dei nostri concittadini.
Piazza della Repubblica,
punto di ritrovo della nostra comunità.
O anche Piazzale Trinità dove, quando ti affacci dal belvedere, resti sospeso tra terra e cielo.

 

Se la Civiltà fosse un luogo
potrebbe essere una delle tante chiese di Polistena
e la Comunità Luigi Monti, luoghi di aggregazione, dialogo e relazioni
perché la Civiltà, in fondo, la trovi dove la gente può stare insieme.

 

Di precise parole si vive.

E io vivo la parola Civiltà attraverso il mio impegno.
Quando vedo, sento, parlo e denuncio il malaffare.
Quando rispetto le regole,
quando non parcheggio negli spazi per disabili,
quando vorrei mandare al diavolo chi è incivile e mi trattengo per non esserlo anche io.

 

Io la vivo quando ho la forza di superare le difficoltà,
quando faccio servizio di volontariato,
quando metto al centro gli ultimi
e accolgo l’altro senza pregiudizi.

 

Viviamo la Civiltà
ogni volta che riusciamo ad esprimere le nostre opinioni senza smettere di ascoltare e di dialogare.

Ogni volta che disinneschiamo le polemiche.
E tutte le volte che continuiamo a costruire senza pensare a chi distrugge.

 

La parola Civiltà è come una scatola magica.

 

Dentro ci sono ascolto, amore e pazienza.
cuore e verità,
rivoli di ricordi, legami e sorrisi.

Ci sono comprensione e dialogo.
C’è il rispetto verso tutti e tutto:
persone, animali, ambiente e arte.
C’è educazione e lavoro di gruppo.
E cittadini che collaborano e tengono in ordine il proprio paese.

 

Ci sono buoni esempi e lezioni di vita, e c’è anche Martin Luther King!

C’è il senso di responsabilità,
e ci sono la libertà di parola e l’impegno per il bene comune,
la giustizia e la democrazia.

 

C’è il desiderio di lasciare il mondo migliore di com’è.

 

E c’è un posto dove si impara a vivere insieme in armonia nella diversità.

 

Per la lettura scenica grazie a:

Giuseppe Politanò, Lucia Borgese, Marina Albanese, Mara Papalia, Simona Mileto, Rossana Albanese (voci)

Sara Boeti Mazzamati (gesti)

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Gruppo di lavoro

• Amministrazione Comunale di Polistena
• Arte che parla APS
• AVIS Comunale Polistena ODV “Silvio Longo”
• Coloriamo l’arcobaleno ODV
• Gruppo Archeologico Altano APS
• Il samaritano ODV
• La Fenice ODV
• Oratoriana Gami Don Giuseppe Falletti ODV