Rosarno

Comunione

È la parola che doniamo alla comunità. È una parola bianca, simbolo di purezza perché se si ha l'animo puro si sta bene insieme, in comunione. nea perché ha un colore neutro, che mette d'accordo tutti ed è come uno spazio aperto, che genera armonia con la natura e tra la gente, nel mondo.

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Le parole sono vive,

attraversano le geografie, il tempo, le storie.

 

Le parole sono come ponti, o come certi incontri che dici belli perché fanno bella la vita.

 

Di precise parole si vive.

E benedette siano tutte quelle parole che non tornano al cielo senza avere prima irrigato la terra.

 

Qui a Rosarno, Comunione è la parola che doniamo alla comunità.

 

È una parola bianca, simbolo di purezza
perché se si ha l’animo puro si sta bene insieme, in comunione.

 

Bianca perché ha un colore neutro, che mette d’accordo tutti
ed è come uno spazio aperto, che genera armonia con la natura e tra la gente, nel mondo.

 

Pensa a come sarebbe, invece, la vita senza Comunione.

 

Sarebbe come quella di un eremita,

come una candela senza ossigeno,

una bella giornata senza il sole

o una notte senza le stelle.

 

Sarebbe come un pennello senza colori,

un rubinetto senz’acqua o una macchina senza benzina.

 

Come dice il proverbio, “anche una regina ha bisogno della sua vicina”,
perché non è proprio possibile non condividere.

 

E se la Comunione fosse un luogo?

 

Qui a Rosarno sarebbe la Piazza Duomo di un tempo,
quando era più di oggi luogo di raccolta, di socializzazione e di incontro.

Se la Comunione fosse un luogo potrebbe essere anche il Famurro,
dove c’erano i campetti di calcio…
Era una sorta di spaccatura nel paese, una discarica,
eppure da bambini lì eravamo felici,
con il nostro pallone, le nostre allegrie, il nostro ritrovarci …

 

In fondo, Rosarno è tutta da scoprire: vie, baracche, edifici…
Mille sfaccettature che restano un po’ nell’ombra:
la Comunione sarebbe proprio la scoperta di questa città nel suo insieme.

 

Di precise parole si vive.

 

Io vivo la parola Comunione quando scherzo con i miei ragazzi speciali,
e li faccio ridere.

 

E ogni volta che tengo i corsi per i cittadini migranti di varie nazionalità
e durante i colloqui allo sportello sociale,
mentre ascolto e condivido le storie e le vite di chi incontro.

 

Abbiamo vissuto la Comunione quando abbiamo ristrutturato la chiesetta diroccata del cimitero,
lavorando e faticando fianco a fianco per prenderci cura di un bene della comunità.
Ognuno con quel che poteva: lavoro, risorse materiali, tempo.

 

E la viviamo quando collaboriamo per la comunità,
quando facciamo qualcosa per gli altri e ci sforziamo di renderli felici.

 

La parola Comunione è come una scatola magica.

 

Dentro ci sono fratellanza, corrispondenza, sincerità.

 

C’è la vita vera con mille idee e altrettante differenze.

Il supporto reciproco e la collaborazione operosa nelle iniziative e nei servizi per il territorio.

 

Ci sono aspettativa, equilibrio, felicità, amore,
partecipazione, conoscenza e disponibilità.

Il rispetto nella diversità, la libertà di espressione.

Ci sono le risorse per trovare insieme soluzioni, risposte, alternative.

 

Ci sono le nostre emozioni e lo stupore che ogni volta ci avvolge quando, insieme, ci sentiamo parte del mondo.

 

Per la lettura scenica grazie a:

Ambra Miglioranzi, Antonella Cacciola, Antonia Pavoncelli, Gabriella Andreacchio, Giuseppe La Torre, Pino La Torre (voci)

Alisea Mangano, Marika Macrì, Pasquale Condello (gesti)

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• A.Fe.Ro. APS
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• Nuovamente ODV
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